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Lettera agli elettori
ImageSono Gerardo D'Ambrosio,
candidato al Senato nella lista del Partito democratico     
     Ho trascorso 45 anni  in Magistratura, dei quali 40 a Milano,  operando in difesa della  Democrazia, del rispetto della legalità e dei Cittadini.
     In questi anni  ho  vissuto, in prima persona., le vicende processuali  che hanno contrassegnato la storia del nostro paese, acquisendo preziosa esperienza  nei più svariati campi.
     Ciò mi ha consentito di mettere a punto una serie di proposte per rendere più rapidi i processi, per contrastare più efficacemente la criminalità diffusa e le Mafie, per meglio tutelare le vittime dei reati e per stabilire nuove regole a tutela dei risparmiatori (pubblicate, all’inizio del 2005, nel saggio “La giustizia ingiusta” edito dalla Rizzoli).

    Sono convinto, infatti,  che per far ripartire il nostro paese sia  necessaria una giustizia più rapida ed efficiente,  in linea con i paesi più progrediti, una giustizia  che dia più sicurezza ai cittadini, che restituisca loro certezze e fiducia.

    Sono convinto altresì che solo riconquistando la cultura della legalità, fondamento di ogni civile convivenza,  si possa combattere efficacemente  la corruzione, la  mafia, l’evasione fiscale e contributiva e che solo recuperando l’etica nella politica, sia possibile, abbandonare le logiche clientelari e ridare efficienza alla pubblica amministrazione, alla sanità, all’Università.

     La dissennata  politica del centrodestra, improntata al rilancio dell’economia attraverso la precarietà e la riduzione del costo del lavoro, alla logica dei condoni, che premiano chi pratica l’illegalità, all’abbandono della trasparenza negli appalti, che ha fatto lievitare il costo delle opere pubbliche, alla logica delle clientele e degli interessi di parte, che portano all’inefficienza ed all’ingiustizia,  ha fatto scendere verticalmente  la credibilità ed il prestigio  del  nostro  Paese e, per la prima volta nella storia del dopoguerra, ha portato a zero la crescita economica.

       Eletto senatore della scorsa legislatura nelle liste dei democratici di sinistra, confluiti poi nel gruppo dell’Ulivo, fedele ai principi di legalità ed in difesa della sicurezza dei cittadini,  per cui mi ero impegnato con gli elettori, mi sono opposto con forza alla concessione dell’indulto, con duri interventi, in commissione ed in aula diretti a smentire sia le affermazioni del Ministro Mastella, secondo cui  sarebbero usciti dal carcere solo 12.000 detenuti sia le finalità  del provvedimento.
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